sabato 31 dicembre 2016

Una borsa e una donna si completano

Un quarto d’ora di ritardo per rimediare alla scelta di una borsa sbagliata è del tutto accettabile e va sempre concesso a una signora elegante e ammodo che si vede con la coda dell’occhio riflessa in una vetrina e comprende di aver commesso un errore madornale. La signora sa che quell’errore peserà sul suo umore per tutta la giornata, a meno che non lo corregga immediatamente, con risoluta e coraggiosa decisione, a costo di lasciare un innocente ad aspettare.
Gli uomini - dentisti, mariti, idraulici, bancari, fidanzati, avvocati, agenti immobiliari, meccanici tutti con appuntamento fissato - certamente non lo capiscono, però qualcosa intuiscono, e lasciano fare. Perché una cosa la capiscono tutti: la borsa è importante per una signora.

La borsa si stacca dal corpo e ha una certa indipendenza dalla donna che pure la indossa; le scarpe no, per esempio. Abbandonata su una scrivania, sul sedile di un’auto, appoggiata sul tavolino di un bar, la borsa fa da supplente a una signora, e mica ci si fa sostituire da chiunque. Son cose di cui tener conto quando la si compra una borsetta, quando la si sceglie, la si porta, la si appoggia qua e là, rivelando di sé cose inimmaginabili, lasciando tracce che rimangono nell’aria (e nella memoria) come la scia di un profumo.

La borsa trova posto nell’affollato scaffale degli accessori, ma a nessuna signora verrebbe in mente mai di equipararla, che so, a una cintura.

La borsa è molto di più, o meglio è qualcosa di diverso; è un’appendice, ha un suo carattere che deve essere compatibile con quello della signora che la porta con sé, va coordinata con tutto quello che una donna si mette, però deve stare bene da sola, appoggiata su una scrivania, appunto, o sulla reticella di un treno.
-Ci sono signore che portano sempre la stessa o almeno così sembra;
-ci sono signore che la cambiano tutti i giorni, o quasi;
-c’è chi le compra degli accessori (e con la borsa cambia anche il portafoglio, per esempio);
-chi ne porta due;
-chi pur di portarne una piccola rinuncia a un sacco di cose utili o ha due necessaire, uno a casa e uno in ufficio (qualcuna anche in macchina).

Insomma, la borsa è una compagna, una complice, una carta d’identità, un sistema di copertura e depistaggio, non meno significante di un vestito e infinitamente di più di qualsiasi altro accessorio.

Per certe signore umorali e fantasiose la borsa è come la pettinatura, se si cambia c’è un motivo, e non è detto che dopo ci si senta meglio. La borsa è una cosa seria: va provata come un vestito, davanti allo specchio, va guardata da tutte le angolazioni; va provata più di una scarpa, va immaginata addosso come un’acconciatura.

La borsa ha una extra-ordinaria natura temporale, accompagna le donne da sempre, porta in sé l’archetipo del baule e addirittura della casa mobile, dentro ci si mette sé stesse. Segna e ritma le epoche della moda ma non passa mai, sta chiusa negli armadi per degli anni poi ricompare, ed è sempre sé stessa. Lo sanno bene i venditori di vintage: le borse (come le donne) non invecchiano, si arricchiscono di tempo.
La borsa ha una extra-ordinaria natura estetica, la sua propria (grande o piccola, a mano o tracolla, colorata o neutra, con fibbie, chiusure a scatto o liscia e minimalista, con le cuciture a vista o no eccetera) e quella che assume tra le mani di una signora, o al suo braccio. Una borsa e una donna si completano come due sorelle, si coordinano come due amiche, nessuna delle due resta la stessa, nessuna delle due lascia sul campo qualcosa di sé.

La borsa ha una extra-ordinaria natura ontologica, vive a sé e in simbiosi con chi la stringe tra le mani; è l’unico soprammobile che una signora può portare fuori di casa sua, e si sa che le donne amano i soprammobili, i ninnoli, gli oggetti casalinghi. Non a caso gli uomini intelligenti badano alle borse delle donne, i marchi della moda fanno altrettanto, gli stilisti si fanno venire ottime idee che alle donne danno grande soddisfazione. Chi ha a che fare con le donne e se ne occupa con amorosa dedizione lo sa che non si scherza con loro, quando si tratta di borse.

Nessun commento:

Posta un commento